Autoproduzione delle sementi di pomodoro

13/08/2016

Autoproduzione delle sementi di pomodoro


Tutte le varietà Bioseme sono ad impollinazione aperta, potete farvi da soli il seme, vi ricordiamo come.

Se vogliamo nel futuro la sovranità alimentare dobbiamo diventare INDIPENDENTI nella produzione delle scorte alimentari e delle loro sementi .

 

Iniziamo con il pomodoro.

 

Una volta scelte le piante che più soddisfano le nostre aspettative ne raccogliamo tutti i frutti maturi. Dopo un buon lavaggio, a freddo, li maciniamo, la polpa la conserviamo ( vari sistemi, bollitura, congelamento, pastorizzazione, etc.) mentre lo scarto composto da buccia e semi lo raccogliamo e conserviamo in un secchio. Dopo almeno 2 giorni, cioè il tempo necessario ad una buona fermentazione del prodotto ( la fermentazione uccide la quasi totalità dei batteri e dei funghi e serve a far staccare il seme dalla buccia ) lo laviamo con acqua. Il lavaggio serve a fermare la fermentazione e a recuperare il seme per sedimentazione. In effetti il seme buono si raccoglie sul fondo, quello non buono ( troppo piccolo o vuoto ) galleggia insieme alle bucce.

Il lavaggio: si riempie il secchio di acqua in quantità tale che vi siano almeno 30 cm in più del livello del seme e bucce, si agita bene, si lascia riposare alcuni minuti e poi si rovescia lentamente il secchio fino a vedere il seme, le bucce superficiali andranno via, il seme rimarrà sul fondo. Questa operazione si esegue fin quando il seme è sufficientemente pulito. Questo viene raccolto e steso su un panno al sole muovendolo di tanto in tanto per evitare la formazione di grumoli.

Il seme asciutto si conserva in un barattolo di vetro all'asciutto e lontano da fonti di calore.

 ATTENZIONE: non raccogliete le bacche più belle ma scegliete le piante più belle – fate fermentare bene il seme con le bucce, nel caso aggiungete un po' di succo – non usate prodotto di varietà ibride o OGM o altro che non sia ad impollinazione aperta -

 

Da seme nasce seme.

Premessa.
Le sementi possiamo dividerle in convenzionali e biologiche ma è errato.
Dobbiamo parlare invece di sistema di produzione convenzionale o biologico.
Le sementi ( tutte ) hanno un corredo di informazioni ( geni ) che
consentono al seme ( che è una pianta allo stato embrionale ) di conservare
la specie nel tempo invadendo il più possibile il territorio.

Ogni varietà ha il suo e viene definito genotipo.

Le sementi possono essere di:

1 - varietà normali, intendo ad impollinazione aperta, ossia senza
intervento dall'uomo, in questo caso parliamo di popolazione ( sarebbe più
corretto di famiglia ). Queste sementi appartengono tutte alla stessa
varietà ( ad esempio varietà Rossi ) ma presentano una certa variabiltà
genetica, ossia piccole differenze ( ad esempio Rossi Mario,
Rossi Tommaso, Rossi Giovanni, etc. ). Il genotipo quando si esprime
in campo incontra vari fenomeni ( siccità, malattie, carenze nutrizionali,
etc. ) ed il risultato è lo scontro fra il possibile ed il reale, questo
viene chiamato fenotipo. La variabilità genetica consente alla varietà di
presentare fenotipi differenti in funzione dell'ambiente esterno. In caso di
malattia non tutte le piante si ammalano allo stesso modo, quelle più
resistenti produrranno più seme consentendo alla varietà di evolvere
nell'ambiente ( evoluzione genetica, i geni non cambiano, vengono favoriti
quelli  già presenti ). Le sementi ottenute da queste varietà conservano le
caratteristiche peculiari nel tempo.

2 - varietà ibride F1 - sono varietà ottenute dall'incrocio di 2 varietà
differenti. In questo caso si ottengono sementi che hanno lo stesso identico
genotipo ( ad esempio gemelli omozigoti ). Non esiste variabilità genetica.
L'incrocio determina anche un fenomeno particolare chiamato  eterosi  che
esalta le caratteristiche prescelte ( produzione, resistenza ad una
particolare malattia, grandezza del frutto, etc. ). Queste sementi daranno
ad esempio produzioni maggiori  ma in caso di una malattia particolare
saranno tutte soggette a quella malattia con perdita totale della produzione
e l'estinzione della varietà. Le sementi ottenute con queste varietà (
semplificato ) produrranno piante al 50% completamente differenti, 25%
simili ad un genitore, 25% simili all'altro. Parliamo di ricombinazione
genetica, questa avviene anche in natura in maniera casuale ed è alla base
della variabilità genetica.

3 - varietà modificate geneticamente - OGM - nel genotipo della varietà
vengono inseriti artificialmente dei geni di altre specie ( nella fragola
geni del serpente ... ). In queste varietà le piante sono perfettamente
identiche in quanto  geneticamente uguali. Sono piante generalmente sterili.
Il discorso quì si complica e noi lo abbandoniamo. Consideri che oltre agli
OGM esistono altre tecniche di manipolazione sia genetica che mitocondriale.

In teoria le sementi di varietà coltivate con il sistema biologico
dovrebbero presentare una maggiore adattabilità e resistenza specialmente
nelle coltivazioni bio, ma sicuramente, e questo è importante, per la loro
produzione si è inquinato di meno rispetto alle convenzionali.